N.1                                                      ISLAMICA                                     pag. 12 
     

 

     

La Medicina del Profeta
di
Yunus Hassan Dara

     

Un uomo sofferente d'insonnia si recò da un medico, conosciuto anche come un  uomo pio. Questi, dopo averlo visitato, gli disse: " Impara a memoria questi Ayat (versetti del Santo Corano) e recitali di notte". L'uomo l'incalzò: "dottore, questo mi permetterà di guarire dalla mia insonnia ?" "No - gli fu risposto - ma ti eviterà di preoccupartene"
Sono numerosi i segnali della  crisi dei paradigmi scientifici a senso unico ed in particolare della medicina. Il caso della cura del professor Di Bella e le polemiche divampate su tutti i media hanno portato alla luce  l'ampio dissenso sul metodo di cura delle neoplasie; cosi come ancor più scalpore  fanno le tesi di Peter Duesberg sull'origine non-virale dell'Aids (HIV) e sulle sue vere cause legate all'uso delle droghe.
Questa diffusa perplessità circa le terapie "ufficiali" della sanità nazionale ha come risvolto il crescente interesse della gente ad approcci alternativi per quel che riguarda la salute. Al passo con la crescita dell'informa-zione sull'inquinamento dell'aria, delle acque potabili e dell'alimentazione sono tante anche le notizie riguardanti  sistemi di cura alternativi come l'agopuntura, l'omeopatia o la fitoterapia, oppure anche di metodi diagnostici non ortodossi.  Questa  rivalutazione delle terapie tradizionali non ha però finora investito l'esperienza posseduta

dal mondo islamico in materia, ossia dalla  medicina   chiamata  "Tibb al Nabawi",  la medicina del Profeta. Il nome significa  letteralmente medicina profetica. Essa è basata sui detti (Ahadith) di Muhammad ,  ma comunque ha finito per inglobare molto più del piccolo numero di detti al riguardo, per incorporare elementi della pratica medica dei  greci e degli indiani  che erano in sintonia con quanto enunciavano i principi generali dell'Islam.  Del resto va ricordato che tutta la civiliz-zazione islamica si propone piuttosto come una sintesi del meglio offerto dall'ingegno umano, e questo vale anche nel campo della medicina. Per comprendere la concreta realtà della salute, è intanto indispensabile capire cosa sia la malattia. Non è facile  definirla nel mondo contemporaneo dell'ipermate-rialismo, del tecnicismo e della massifi-cazione statistica. Quest'ultima è finita per diventare un vero e proprio "intermediario" fra noi e la realtà, come è stato recen-temente scritto da Ivan Illich.  "Si è arrivati al culmine della pretesa del medico di rivelare al paziente il suo stato di salute e di assoggettarlo ai propri dettami. Il paziente è sempre più portato a vedere se stesso attraverso gli occhi del medico al punto di prestarsi ad una sorta di autopsia nel senso più stretto della parola, rinunciando all'esperienza di sentire la propria corporeità e di

perce-pirsi con tutti i suoi sensi. La fase diagnostica non coincide più con l'immagine reale di un medico che indaga con il paziente ma si risolve in un groviglio di analisi, di letture strumentali che più spesso indicano solo curve di probabilità. Il modo di fare diagnosi non permette più al medico di praticare una guarigione ma solo di imbottirlo di "rivelazioni di rischi" Da una parte la malattia viene espulsa dalla vita sociale perché non partecipa al carnevale permanente delle merci nuove da consumare, carnevale che si é instaurato in tutta la comuni-cazione sociale (radio, giornali e tv) dove dovremmo essere  tutti e per sempre giovani belli e alla moda.  In un altro verso la malattia invece serve al miraggio di una società materialistica che pretende di avere un rimedio a tutto, dietro ovviamente un certo pagamento; basta esaminare i bilanci dell'industria farmaceutica che, grazie ai metodi del marketing, sforna e vende  decine di farmaci best-seller, talvolta inutili e quasi sempre assenti dalle liste dei farmaci essenziali fornite dall' OMS. Se la malattia appare come una  parte non  eliminabile della condizione umana sulla terra, un hadith - riportato dal Bukhari - ci dice che "Allah non ha mandato sulla terra una malattia senza mandare anche la sua cura". La  malattia - nel lessico arabo "marad" -  è usata  nel