N.2                                                      ISLAMICA                                      pag. 22 

   

UN CASO DI ISLAMOFOBIA
Omar Camiletti

   
Renzo Guolo, in Micromega n.1 del 1999, ci svela l'esistenza di un convitato di pietra, nel recente dibattito sul finanziamento alle scuole non statali: l'Islam. Non intende parlare, quindi, dei cinquamtamila giovani utenti musulmani, delle loro famiglie, dei loro diritti e doveri concreti, no. Preferisce l'astratto concetto. Nella forma di una triplice requisitoria alle maggiori istituzioni italiane (Chiesa, Sinistra) ed allo Stato stesso, avanza l'accusa di colpevole debolezza e di sprovveduta complicità con il pericolo rappresentato dall'Islam avanzante. Infatti in un quadro di "scristianizzazione" la Chiesa accetterebbe anche un male minore come quello della concorrenza islamica sul "mercato dei beni religiosi". E pur ritenendo la Chiesa consapevole del confronto aspro don l'Islam, la politica dell'accoglienza di cui la Chiesa stessa si fa sostenitrice "mette in discussione" l'idea dell'Europa cristiana che sembra risultare gradita anche a Guolo. Eviteremo di prendere le difese d'ufficio di valori ed atteggiamenti "evangelici" della Chiesa Cattolica, evidentemente del tutto ignoti all'autore. Purtroppo le vicende di pulizia etnica dei Balcani colorano di macabro l'islamofobia di Guolo. Alla Sinistra Guolo imputa di essere vittima del "complesso di Kurz", nel quale cioè l'Altro sarebbe ritenuto sempre un soggetto debole, per la cui tutela la Sinistra si lascerebbe incautamente andare fino a promuovere presso lo Stato il riconoscimento di "diritti di gruppo". Sostiene Guolo: "quando il riconosciemrnto dei diritti si spinge sino alla tutela giuridica di soggetti che attribuiscono esclusività a modelli di vita fondati su una precisa identità culturale e religiosa, non si favorisce certo il pluralismo ma semmai la frammentazione in comunità non comunicanti". Insomma, per le strade delle nostre città si vedono tranquillamente sgoggiate in giro chiome e barbe tinteggiate, la moda del piercing su ogni aggancio di pelle possibile, l'andatura di ragazze poggiante su scarpe con suole e tacchi ipertrofici, ma sarebbero le musulmane con il velo a privare l'Italia di interrelazioni generazionali, della coesione sociale e quanto altro di imbarazzante modernità.
Nella sua forma più compiuta la società liberal-democratica appare l'unione sociale di unioni sociali descritta da Rawls (A Theory of Justice, 1971) invece il musulmano che rivendica il suo essere islamico

  diventa un nemico. Perchè? Guolo afferma che le "leaderships neofondamentaliste che organizzano incessantemente (?!) l'Islam nazionale sono irriducibili e nemiche di un universalismo astratto". Ora, al contrario di ciò che pensa Guolo, la discussione è ampia, specialmente negli USA (Etzioni, Walzer). La presenza dei musulmani spingerebbe a sviluppare anche in Italia il dibattito legato ai temi della Comunità. Ma vanno smorzati alcune proiezioni ostili, siamo in Italia e non altrove. Poichè risulta difficile dibattere (ammesso che la sinistra di Guolo permetta a dei musulmani di poter parlare) quando a proposito della "organizzazione concreta dell'Islam italiano sulla scena pubblica" vengono attribuiti alle sue due maggiori espressioni, l'UCOII e la Lega Musulmana Mondiale - Italia, dei connotati disinformativi preoccupanti. Infatti, non solo ci chiediamo cosa può significare lealtà politica, ma anche su quali basi o meglio su quali fantasie ragiona che tale "lealtà politica" sarebbe rivolta più alle grandi internazionali islamiche che allo Stato italiano. Ma sopratutto ci chiediamo se questa sia una legittima domanda quando una parte cospicua della sinistra a lui cara è volata a Belgrado da Milosevic in occasione del conflitto che impegna anche il nostro Paese nella NATO. Cosa si teme dai musulmani: che essi non riconoscerebbero la Costituzione della Repubblica? Che non condividano "i valori che fondano il Patto alla base dello Stato? E' alquanto paradossale ed al tempo stesso istruttivo che un così rozzo rigurgito di maccartismo si faccia strada in Italia, invocando disinvoltamente per i musulmani l'accettazione di una cultura politica comune!! Quale, quella di Guolo??
Ad esempio, si parla dei progetti scolastici dell'Islam in Italia che non esistono se non nella fantasia di Guolo: come gli insegnanti reclutati in paesi mediorientali e nordafricani ....... da una rete che fa capo alla Lega od ai Fratelli Musulmani!?  Occultando che laddove in Europa ciò è accaduto (insegnanti provenienti da paesi islamici) è stato proprio in funzione diametralmente opposta alla crescita ed allo sviluppo di comunità islamiche non su basi etniche, come sostenuto dalle organizzazioni islamiche italiane quanto invece affini alle argomentazioni di Guolo.