Renzo
Guolo, in Micromega n.1 del 1999, ci
svela l'esistenza di un convitato di
pietra, nel recente dibattito sul
finanziamento alle scuole non statali:
l'Islam. Non intende parlare, quindi, dei
cinquamtamila giovani utenti musulmani,
delle loro famiglie, dei loro diritti e
doveri concreti, no. Preferisce
l'astratto concetto. Nella forma di una
triplice requisitoria alle maggiori
istituzioni italiane (Chiesa, Sinistra)
ed allo Stato stesso, avanza l'accusa di
colpevole debolezza e di sprovveduta
complicità con il pericolo rappresentato
dall'Islam avanzante.
Infatti in un quadro di "scristianizzazione"
la Chiesa accetterebbe anche un male
minore come quello della concorrenza
islamica sul "mercato dei beni
religiosi". E pur ritenendo la
Chiesa consapevole del confronto aspro
don l'Islam, la politica dell'accoglienza
di cui la Chiesa stessa si fa
sostenitrice "mette in
discussione" l'idea dell'Europa
cristiana che sembra risultare gradita
anche a Guolo. Eviteremo di prendere le
difese d'ufficio di valori ed
atteggiamenti "evangelici"
della Chiesa Cattolica, evidentemente del
tutto ignoti all'autore. Purtroppo le
vicende di pulizia etnica dei Balcani
colorano di macabro l'islamofobia di
Guolo. Alla Sinistra Guolo imputa di
essere vittima del "complesso di
Kurz", nel quale cioè l'Altro
sarebbe ritenuto sempre un soggetto
debole, per la cui tutela la Sinistra si
lascerebbe incautamente andare fino a
promuovere presso lo Stato il
riconoscimento di "diritti di
gruppo". Sostiene Guolo:
"quando il riconosciemrnto dei
diritti si spinge sino alla tutela
giuridica di soggetti che attribuiscono
esclusività a modelli di vita fondati su
una precisa identità culturale e
religiosa, non si favorisce certo il
pluralismo ma semmai la frammentazione in
comunità non comunicanti". Insomma,
per le strade delle nostre città si
vedono tranquillamente sgoggiate in giro
chiome e barbe tinteggiate, la moda del
piercing su ogni aggancio di pelle
possibile, l'andatura di ragazze
poggiante su scarpe con suole e tacchi
ipertrofici, ma sarebbero le musulmane
con il velo a privare l'Italia di
interrelazioni generazionali, della
coesione sociale e quanto altro di
imbarazzante modernità.
Nella sua forma più compiuta la società
liberal-democratica appare l'unione
sociale di unioni sociali descritta da
Rawls (A Theory of Justice, 1971) invece
il musulmano che rivendica il suo essere
islamico |
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diventa un nemico.
Perchè? Guolo afferma che le
"leaderships neofondamentaliste che
organizzano incessantemente (?!) l'Islam
nazionale sono irriducibili e nemiche di
un universalismo astratto". Ora, al
contrario di ciò che pensa Guolo, la
discussione è ampia, specialmente negli
USA (Etzioni, Walzer). La presenza dei
musulmani spingerebbe a sviluppare anche
in Italia il dibattito legato ai temi
della Comunità. Ma vanno smorzati alcune
proiezioni ostili, siamo in Italia e non
altrove. Poichè risulta difficile
dibattere (ammesso che la sinistra di
Guolo permetta a dei musulmani di poter
parlare) quando a proposito della
"organizzazione concreta dell'Islam
italiano sulla scena pubblica"
vengono attribuiti alle sue due maggiori
espressioni, l'UCOII e la Lega Musulmana
Mondiale - Italia, dei connotati
disinformativi preoccupanti. Infatti, non
solo ci chiediamo cosa può significare
lealtà politica, ma anche su quali basi
o meglio su quali fantasie ragiona che
tale "lealtà
politica" sarebbe rivolta più
alle grandi internazionali islamiche
che allo Stato italiano. Ma sopratutto ci
chiediamo se questa sia una legittima
domanda quando una parte cospicua della
sinistra a lui cara è volata a Belgrado
da Milosevic in occasione del conflitto
che impegna anche il nostro Paese nella
NATO. Cosa si teme dai musulmani: che
essi non riconoscerebbero la Costituzione
della Repubblica? Che non condividano
"i valori che fondano il Patto alla
base dello Stato? E' alquanto paradossale
ed al tempo stesso istruttivo che un
così rozzo rigurgito di maccartismo si
faccia strada in Italia, invocando
disinvoltamente per i musulmani
l'accettazione di una cultura politica
comune!! Quale, quella di Guolo??
Ad esempio, si parla dei progetti
scolastici dell'Islam in Italia che non
esistono se non nella fantasia di Guolo:
come gli insegnanti reclutati in paesi
mediorientali e nordafricani ....... da
una rete che fa capo alla Lega od ai
Fratelli Musulmani!? Occultando
che laddove in Europa ciò è accaduto
(insegnanti provenienti da paesi
islamici) è stato proprio in funzione
diametralmente opposta alla crescita ed
allo sviluppo di comunità islamiche non
su basi etniche, come sostenuto dalle
organizzazioni islamiche italiane quanto
invece affini alle argomentazioni di
Guolo.
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