I paesi
membri della NATO furono unanimi nel
lanciare attacchi aerei, ed alla fine
decisero di bombardare Belgrado. 13 dei
19 membri della NATO prendono parte
nell'operazione militare, mentre
l'Italia, la Grecia e la Francia hanno
espresso qualche riserva politica su tale
strategia, principalmente per rispondere
a pressioni interne nei loro governi di
coalizione.
I bombardamenti della NATO, sia pur
tardivi come avvenne nel caso della
Bosnia, sono diretti ad evitare una
catastrofe umanitaria, come ha
sottolineato Tony Blair. Il piano della
NATO in Yugoslavia, come ha dichiarato il
Generale Wesley Clark, è quello di
sconvolgere, degradare, devastare e
...... distruggere la macchina militare
yugoslava a meno che Milosevic non si
pieghi alle richieste della comunità
internazionale circa il Kossovo.
L'obiettivo degli attacchi aerei è
preciso: forzare Milosevic ad accettare
il piano di Rambouillet e permettere
l'ingresso di una forza di pace in
Kossovo contemporaneamente al ritiro
delle proprie truppe: distruggere
parzialmente il suo armamento ed impedire
che la guerra di estenda a tutti i
Balcani. Richard Caplan, un esperto di
affari yugoslavi dell'Università di
Oxford ha detto: "è stato il
rifiuto di Belgrado di firmare gli
accordi di Rambouillet che ha scatenato
l'azione della NATO. Essa non è stata
decisa principalmente per preoccupazioni
umanitarie, ma la crisi umanitaria rese
necessario un cambiamento di obiettivi
quando divenne impossibile per
l'occidente ignorare ........ I
pianificatori non previdero le dimensioni
della crisi umanitaria che sarebbe stata
provocata". Secondo il Dott. Abdul
Qader Tash, è incredibile vedere alcuni
scrittori arabi affrettarsi a condannare
gli attacchi aerei della NATO contro i
serbi, ignorando la tremenda situazione
dei musulmani kossovari, vittime da molti
anni delle atrocità e della pulizia
etnica serba. Egli si è chiesto nel suo
consueto editoriale sull'Arab News:
"Non era nell'interesse dei
musulmani kossovari che le forze della
NATO intensificassero la loro pressione
sui serbi, per metterli in
ginocchio?" Coloro che criticano la
NATO per i bombardamenti sulla Jugoslavia
rendono un pessimo servizio a quegli
uomini coraggiosi che mettono a rischio
la propria vita per una missione
puramente umanitaria. Malgrado gli
attacchi aerei sembrino aver peggiorato
la situazione dei musulmani kossovari, i
serbi stanno realizzando un piano
preparato da lungo tempo. |
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I Ministri
dell'Organizzazione della Conferenza
Islamica riunitisi a Ginevra il 7 aprile
hanno chiesto alla Repubblica Yugoslava
di ritirare tutte le forze militari dal
Kossovo. L'Organizzazione della
Conferenza Islamica ha anche stabilito di
costituire una unità di coordinamento
per l'assistenza umanitaria ai rifugiati
del Kossovo.
Sono musulmani quelli che stanno
soffrendo in questo conflitto, ha
dichiarato alla stampa in Ginevra il
Ministro degli Esteri dell'Iran, Kamal
Kharrazi, il cui paese, in questo
periodo, ha la presidenza
dell'Organizzazione. Dobbiamo fare del
nostro meglio, per alleviare le
sofferenze con una generosa assistenza
umanitaria, e per ricercare una soluzione
politica al conflitto. Kharrazi,
alludendo al fatto che il 90% degli
albanesi del Kossovo sono musulmani,
ha comunque posto in rilievo come
l'Organizzazione si opponga alla
repressioni di qualsiasi popolo. In un
rapporto pubblicato dopo il meeting
a Ginevra dal Gruppo di Contatto
dell'OCI, di cui fanno parte l'Arabia
Saudita, l'Egitto, il Pakistan, la
Malesia, la Turchia e l'Iran, si esprime
l'auspicio che all'etnia albanese del
Kossovo sia consentito di determinare il
proprio futuro politico. Il
rapporto non menziona la campagna di
bombardamenti della Nato contro la
Yugoslavia, ma lamenta che il Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite sia
stato incapace di assolvere le proprie
responsabilità in questo caso. Il
mantenimento della pace internazionale e
della sicurezza internazionali è
compito primaria del Consiglio di
Sicurezza.
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