N.2                                                      ISLAMICA                                      pag. 8 

   

ISLAM D'EUROPA
         

BALCANI  IN FIAMME
omar camiletti

   
Tutte le guerre sono orribili. Ogni guerra è disgustosa,  tanto più essa lo è divenuta nel corso di questo ventesimo secolo quando non è più rivolta solo alle parti combattenti ma si è estesa alle popolazioni civili, inermi di fronte alle armi high-tech, della cui intelligenza senz'altro è lecito dubitare. Non è facile attraversare indenni la guerra, si finisce per assumere sempre qualcosa di regressivo, ma fino a quanto  si può rimanere passivi? Può rispondere forse  Ibrahim Rugova che ha cercato per oltre sei anni di opporsi alla follia di Milosevic e delle sue soldataglie con la non violenza e con una struttura parallela a quanto veniva smantellato "legalmente", pur con un referendum dell'ottobre 1992 che sanciva la volontà d'indipendenza del Kossovo. Cerchiamo di guardare ai tristi avvenimenti nei Balcani secondo una prospettiva differente, col sostegno della nostra fede.
"Se temete Allah Egli vi darà il dono del discernimento tra bene e male"(Corano 8, 29). Non possiamo mai dimenticare che va impedito, con ogni mezzo necessario, al nichilismo di insinuarsi e di avvolgerci nell'indifferenza; se non si è più in grado di discernere principi di giustizia, di consapevolezza dei nostri compiti, l'involuzione verso una epoca oscura  sarebbe assicurata in un mondo di odi contagiosi e dell'impotenza a farvi fronte. Come musulmani non si pone il problema della legittimità dell'intervento umanitario: "A color che sono stati aggrediti è concessa autorizzazione a difendersi e sicuramente Allah sarà potente nel venire in loro aiuto" (Corano  22 - 39).  E' un diritto dei musulmani chiedere aiuto ed un dovere prestarlo. Si tratta di interrogarsi sul senso che questa guerra nei Balcani finirà per significare qui in Europa e nel Mondo intero, al di là degli ideali sbandierati e degli interessi che inevitabilmente si sovrappongono. "Quando i miscredenti tramavano contro di te per tenerti prigioniero od ucciderti oppure mandarti in esilio, essi  tramavano intrighi ma Allah tesseva delle strategie, Allah è il Migliore degli Strateghi" (Corano 8, 30). I Balcani costituiscono  uno dei centri nevralgici dell'Europa dove da sempre confluiscono le sue espressioni vitali (cattolicesimo, protestantesimo ed ortodossia, l'Islam, ed anche sue sperimentazioni recenti come l'autogestione del socialismo dal volto umano).

Intanto bisogna chiarire che la guerra nel Kossovo non ha inizio il 24 marzo con la risposta della Nato al fallimento dei colloqui di Rambouillet. Nè la guerra è cominciata col massacro di Racak il 15 gennaio e tantomeno nell'estate del 1998 quando già si segnalavano 200.000 profughi.
La guerra è iniziata nel 1989 quando Milosevic ha cominciato ad instaurare un vero e proprio regime coloniale nel cuore dell'Europa; ovvero un regime fondato prima sull'apartheid dei musulmani fino poi a arrivare alla "pulizia" etnica vera e propria. Il Kossovo grande come l'Abbruzzo ha (aveva) circa due milioni di abitanti di cui il 90% sono musulmani di etnia albanese.  I serbi, nonostante  fossero in netta minoranza, gestivano l'amministrazione pubblica, la polizia ed inoltre mantenevano un corpo d'armata di 100.000 soldati. Attuando il programma di soppressione dell'autonomia fu abolito ogni tipo di insegnamento della lingua albanese, ogni giornale, rivista, libro o trasmissione radio e televisiva fatta in lingua albanese.
Non è esatto attribuire una importanza determinante a cause economiche esterne, come uno scatenamento demoniaco dei nazionalismi, e di ritenere la Yugoslavia  del maresciallo Tito una idilliaca federazione cantonale di tipo svizzero. La scomparsa del titoismo evidenzia il fallimento economico del regime, le devastazioni morali e sociali della sua corrotta nomenklatura e la sua crisi ideologica. Le solite utopie marxiste d'ingegneria costituzionale tentarono di imbrigliare le contraddizioni storiche degli slavi del sud. (1) (deterritorializzazione  e  rimescolamento etnico, favorendo matrimoni misti e spostamenti delle residenze). Tale tentativo non solo provocò una crisi di rigetto ma fu abbattuto sopratutto dalla crescita demografica dei musulmani bosniaci e di quelli kossovari e dal loro riavvicinamento lento ma costante all'Islam. Dobbiamo questa ritenerla una colpa  nell'Europa di oggi ? (2)
I disordini scoppiati nel 1981 nel Kossovo per il caso Martinovic (3) servirono come incubazione di sentimenti negativi e di pretesti per un ripensamento della storia unitaria degli slavi del sud  - risalente al 1918 (4)- e che poi trovò una sua formulazione nel famigerato Memorandum dell'Accademia Serba delle scienze e delle arti.,  alla fine del 1986. (5).