N.2                                                      ISLAMICA                                      pag. 9 

   

 
   
Milosevic è ancora una figura di secondo piano (6) ma nel 1988 esplode lo scandalo Agrokomerc; "un buco spaventoso di centinaia di miliardi che rivelò una collusione inquietante e consolidata tra mafie, capitale industria e potere, fin nel cuore delle istituzioni. Il paese si  mostrò marcio fino al midollo mentre la piccola iniziativa cominciava faticosamente a spuntare nelle pieghe del sistema comunista, la corruzione era ormai entrata ovunque, aveva reso mezza Yugoslavia connivente col ladrocinio. Fu l'inizio di una onda lunga europea chiamata Tangentopoli. Ci furono arresti, fallimenti, clamorosi processi. Sembrò davvero che il sistema fosse spazzato dal basso. E invece la moralizzazione attraverso i giudici fu portata avanti solo quel tanto che bastava per consentire a politici nuovi di far fuori i vecchi leader. La fiammata giustizialista nacque nella capitale Belgrado guidata da un astuto capopopolo: Slobodan Milosevic." (7)
L'ideologia nazional populista sdogana una nuova classe dirigente, del tutto incapace, come la precedente, di affrontare i nuovi scenari della economia globalizzata.
Difatti essa si lancia in una aggressiva strategia tesa a liquidare lo statuto delle nazionalità stabilite da Tito nel 1968, seminando in tutti gli strati sociali serbi il senso dell'accerchiamento, del tradimento e dell'oltraggio. Riuscendo ad eliminare i quadri riottosi a questo disegno,  come il presidente Stambolic, fece  togliere  "legalmente" al Kossovo e alla Voivodina la loro autonomia.   
Nell'estate del 1989, 500° anniversario della battaglia del campo dei merli vengono riesumate le spoglie di Lazar (8) ed il giro del sarcofago aperto per tutta la Serbia è il grande spettacolo con cui  Milosevic annuncia la rinascita della grande Serbia…. "nuove battaglie ci aspettano"... stregando i serbi in una sorta di allucinante delirio su scala di massa. Questo paranoia accompagnata con la continua ricerca di un capro espiatorio crea quell'equilibrio fondato sull'apartheid che appare l'orizzonte della Yugoslavia alla fine degli anni ottanta. Poi,con calcolo diabolico, Milosevic preferisce regnare su una sua "grande Serbia" piuttosto che spartire il potere con altri nella Yugoslavia federale.  E' l'effetto degli avvenimenti del 1989, la caduta del Muro di Berlino. Tutta la situazione subisce una terribile accellerazione. A Belgrado si comincia a far affidamento sulla paura che la Grande Germania è ancora  in grado di suscitare presso francesi ed inglesi. l'Europa, la nascente Europa di Maastricht, cosi paralizzata avrebbe garantito l'impunità serba nei Balcani.  Mentre qualcuno ha ancora  dubbi sulle cause della disintegrazione della Yugoslavia e si perde dietro complotti del Vaticano e della Germania,   sulle "affrettate" secessioni di Slovenia e Croazia, (che è poi  il punto di vista serbo) nessuno si chiede come mai e perchè si è ridotto all'inettitudine il ruolo dell'Onu e dell'Unione Europea ?  Si è guardato impotenti  per anni al martirio di Sarajevo, di Vukovar, della Bosnia fino agli ottomila bosniaci a Srebenica, lasciando incontrastato il dominio ai comportamenti bestiali delle formazioni paramilitari, eloquiando sulle simmetrie di tutti i nazionalismi balcanici (9). Nel novembre del 1995 viene

siglato l'accordo di Dayton, in cui in un certo senso si ratifica quanto avvenuto sul terreno: la divisione della Bosnia. Comunque viene riconosciuta l'esistenza di una entità statale musulmana (10); ma sempre volendo ignorare che la pulizia etnica era il vero scopo della guerra e come  la sua origine e metodologia fossero state decise  in Serbia (11).
Solo adesso le centinaia di migliaia di profughi kossovari  in cerca di una via di scampo sono riusciti ad ottenere l'attenzione e l'aiuto per quanto accadeva (12). E' comprensibile che opinion leaders ed i mass media in generale non abbiano saputo dirci granchè sulla guerra, sulla scelta della Nato a rompere gli indugi. Essendo prigionieri di una logica che vede solo l'economia e la politica arbitri dei destini del pianeta, essi si dilaniano in una sfida mediologica tra interventisti e pacifisti a qualsiasi costo.
Dietro gli uni non è difficile scorgere gli anglomani del MacMondo (22), affetti da un atlantismo che li ha convinti di essere i soli garanti della prosperità, della democrazia e della libertà. In realtà in termini geostrategici - la lettura statica, in chiave geografica della storia -  la guerra non ha molto senso, sopratutto in virtù del livello delle ricognizioni spaziali via satelliti (13) per non pensare che con lo stesso denaro si sarebbero potute "comprare" le stesse posizioni. Se fa parte del "grande gioco" di "contenimento" della Russia, il fatto di uscire eccessivamente  allo scoperto non giova loro, anzi tutt'altro. (14). Se invece vuol operare geopoliticamente - il fluido lavoro sull'immaginario - al fine di ingraziarsi i musulmani per far dimenticare al mondo arabo la politica americana di sostegno incondizionato alle demenzialità di Netaniahu (15), la cosa appare alquanto incredibile, simile all'indigestione per troppi films, vedi "wag the dog" . Inorriditi invece dall'irrobustimento di quella linfa che scorre nel mondo contemporaneo (macdonalds, hollywood, coca cola, sound dell'mtv e Microsoft) si ergono gli oppositori del secolo americano. Lo strepito contro la guerra, del tutto filoserbo, alla Santoro, si nutre delle denuncie contro il complotto massone mondialista e il  pensiero unico americano, accomunando gli ingegneri sociali  delle sinistre giacobine con i  vagheggiatori di una fantomatica potenza europea. Nelle scrupolose quanto ridicole apologie notarili del diritto al rispetto della sovranità degli stati, di molti di questi stati divorati dalla corruzione, si nasconde a malapena l'affidamento all'ultimo minuto a strutture tecnocratiche come l'Onu in grado di risolvere adesso tutto (solo perchè ci sono nel Consiglio di Sicurezza stati come la Cina? ed allora il Tibet? o la Russia di oggi sconvolta dalle mafie? O dovremmo pensare all'India delle atomiche?!?) E' davvero sconcertante che anche dei musulmani abbiano potuto affermare che questa guerra fosse in realtà diretta contro l'Europa (16).  Allora ci si spieghi la logica di sostegno  al passaggio dei gasdotti e dei pipeline del petrolio delle repubbliche turcofone dell'asia centrale. Quale tela di ragno è stata capace di avvolgere la testa di